Taiho Jutsu

STORIA

Bujutsu Ryu-Ha giapponesi (le scuole o stili di arti marziali) fecero la loro prima comparsa tra l'XI ed il XV Sec. nel momento in cui i samurai si trasformarono gradualmente in guerrieri professionali ed iniziarono ad allenarsi sistematicamente in tecniche e armi specializzate.

Le arti marziali in Giappone furono ulteriormente raffinate tra il XV ed il XVII Sec. (Era Sengoku). L'allenamento divenne più distino ed individualizzato durante il relativo periodo di pace dell'era feudale, e alcuni specifici bujutsu ryu-ha furono apertamente riconosciuti dall'inizio del 1600.

Le arti marziali giapponesi furono successivamente classificate in diciotto differenti rami, definiti Bugei Ju-Happan. Fondamentalmente, la suddivisione del governo distingueva le seguenti materie militari:

    • kyujutsu (arceria)
    • hojutsu (artiglieria)
    • tantojutsu (coltello)
    • naginatajutsu (alabarda)
    • mojirijutsu (gancio)
    • bajutsu (equitazione)
    • sojutsu (lancia)
    • shurikenjutsu (lancio di lame)
    • ganshinjutsu (aghi)
    • toritejutsu (immobilizzazioni)
    • kusarigamajutsu (catena e falce)
    • bojutsu (bastone)
    • shinobijutsu (furtività/invisibilità)
    • suijutsu (nuoto)
    • kenjutsu (scherma)
    • battojutsu (estrazione della spada)
    • jutte-jutsu (bastone d'arresto)
    • jujutsu (difesa personale disarmata)

 

Tuttavia, non riconosciute come singole classificazione del Bugei Ju-Happan, alcuni bujutsu ryu-ha incorporarono una varietà di altri elementi nel loro programma, come ad esempio il tessen-jutsu (ventaglio di ferro).

Gli ufficiali di polizia erano allenati nelle tecniche di difesa personale e sistemi d'arresto basati fondamentalmente sui sistemi di combattimento disarmato propri del jujutsu. Inoltre, essi svilupparono e perfezionarono una varietà di implementi non letali per catturare e immobilizzare i sospetti come il jutte-jutsu ed il toritejutsu. Gli ufficiali di polizia dell'era feudale divennero esperti in una varietà di tecniche specializzate per arrestare individui armati e disarmati. Gli elementi del Taiho Jutsu prevedono fondamentalmente le seguenti forme:

  • Tai sabaki (movimenti del corpo)
  • Uke waza (tecniche di bloccaggio)
  • Atemi waza (tecniche di colpo)
  • Te hodoki waza (liberazioni)
  • Osae waza (immobilizzazioni)
  • Kansetsu waza (chiavi articolari)
  • Nage waza (proiezioni)
  • Shime waza (soffocamenti)
  • Jutte jutsu (bastone d'arresto)
  • Tessen jutsu (ventaglio di ferro)
  • Hojo-jutsu (legare con corde)

 

Nell'era moderna, le tecniche di Kodokan Judo furono adottate dalla polizia giapponese dal 1886. Le renkoho waza (tecniche d'arresto) vennero sviluppate per controllare i sospetti e spostarli in maniera coercitiva.

In risposta al cambiamento dei tempi, nel 1956 un gruppo di studio del Kodokan ammodernò le tecniche. Fu creato così il Goshin Jutsu (forme di difesa personale), che includeva tecniche di risposta ad avversari armati di coltello, bastone e pistola.

Altri elementi del Taiho Jutsu contemporaneo prevedono anche:

  • Tokushu keibo-jutsu (bastone telescopico)
  • Tekase-jutsu (tecniche d'amanettamento)
  • Hiki-tate (metodi per far alzare in piedi l'arrestato)
  • Kaeshi-waza (contro-tecniche)
  • Tanju hoji waza (tecniche di ritenzione dell'arma)

 

Molte tecniche d'arresto sia antiche che moderne sono riconosciute come parti dell'Edo Machi-kata Taiho Jutsu.